Informazioni su Alexandra Pambouka
Alexandra Pambouka (nata nel 1993) ha studiato presso il Dipartimento di Arti Visive e Applicate della Florina Fine Art School (GR) e si è laureata presso il programma MA “Cultural Policy and Development” della Open University of Cyprus nel 2019.
È un’artista multidisciplinare con un interesse specifico per la relazione dell’uomo con la natura, la tradizione, la ritualità e la sostenibilità. Cerca di applicare pratiche eco-compatibili utilizzando una varietà di mezzi come il disegno, il disegno digitale e il video, gli assemblaggi, i tessuti e gli oggetti riciclati, le fibre naturali, il cucito e la tessitura. Dal 2016 la sua ricerca (teorica e pratica) si concentra sulla cesteria. La sua tesi di laurea magistrale verteva su “L’intreccio di cesti e la tessitura di stuoie di canne, come elementi del patrimonio culturale immateriale, concentrandosi sulle prospettive che possono creare una vibrazione positiva a beneficio della società, specialmente a Cipro”. Ha partecipato a workshop di rilievo nel Regno Unito, a Cipro e in Portogallo, sia come studentessa che come educatrice.
Lavora come insegnante di arte in una scuola superiore di Cipro.
Il mio lavoro
Le nostre società moderne, dominate dalle correnti incessanti del consumismo e della produzione di massa, spesso antepongono il guadagno monetario al delicato equilibrio dell’esistenza. Un ritmo frenetico pervade la nostra vita quotidiana, lasciandoci desiderare un’alternativa, un momento di sollievo in mezzo al caos. In risposta, riprendo la nozione di tempo lento del Mediterraneo (il tempo dei filosofi e dei cantastorie) e la sacralità dei processi lenti, proponendoli come fari di resistenza al nostro stile di vita frenetico. Questi metodi, ispirati alla ricca tradizione dell’artigianato antico, racchiudono in sé l’eredità del nostro patrimonio culturale immateriale.
In questi tempi turbolenti, la mia arte cerca di offrire una tregua, un momento per riflettere, per trovare conforto in mezzo al caos. Attraverso il processo di upcycling, perpetuo il ciclo infinito di trasformazione che rispecchia la storia del mondo. I frammenti che recupero dall’oscurità trovano un nuovo scopo, proprio come le storie del mondo continuano a plasmare il nostro presente. Attraverso la convergenza di passato e presente, caos e calma, cerco di ispirare un risveglio, un rinnovato apprezzamento per la bellezza che emerge quando rallentiamo, ci guardiamo dentro e onoriamo le storie che ci definiscono.


